Rompere i limiti significa anche questo

Sarà almeno da due ore che cerco il mio capo del laboratorio. Dato che non si fa trovare, al diavolo il lavoro, perdo una mezz'oretta scrivendo qualcosa, poi torno alla mia ricerca.

E' un giogo. Ti lasci ipnotizzare, ovunque tu ti trovi, ovunque essa sia. E te la ritrovi soprattutto in televisione, ma anche nei giornali, nei cartelloni pubblicitari nelle strade... insomma: te le ritrovi ovunque.

D'altronde, al giorno d'oggi usare l'arma della sessualità per vendere è normale. Negozi di intimo spopolano di modelle in lingerie. Pubblicità di jeans vedono protagoniste modelle che sopra non hanno voglia di indossare nulla (nulla!). Cartelloni pubblicitari che ti invogliano a visitare (che ne so) Israele o la Grecia perchè pieno di ragazze dal fisico perfetto per le spiaggie.

(solo il 21% dei macho italiani che vanno in vacanza riescono a broccolare. E dato che io ce l'ho fatta per due anni di fila, evidentemente voi - unici otto lettori maschi di questo blog - siete degli sfigati, a-ha)

Per non parlare della televisione. Tutti i balletti (se così si possono chiamare) di varietà dedicati al calcio, all'attualità, all'informazione, al gossip, al barbecue, a quel che vi pare.

Ed in effetti, cosa poterci fare? Io mi son sempre sentito bloccato di fronte a cotanta grazia di sederi e seni che sobbalzano di fronte a me con movimenti incredibili e ritmici. Gli occhi rimangono aperti, ma le immagini reali vengono scavalcate da quelle create dal nostro inconscio. Immagini di questa Dea che ti salta addosso, ti strappa i vestiti di dosso (figuratamente, stavolta) mentre tu stai fermo, inerme (che tanto lei vestito addosso non ne ha), per poi vedere il suo corpo fondersi nel suo (molto semplice: il suo corpo è immaginazione) nell'estasi suprema che è propria dell'idillio dell'amore.

Poi. Ad un tratto.
Un illuminazione.
Rendersene conto è difficile, al momento, ma non impossibile.
La tua Dea è lì, dietro lo schermo.
A chilometri e chilometri da te.
E non ti conosce.
Non sa chi sei.
...
Figuriamoci se te la da.

Ed ecco che, presa coscienza di quest'ultimo concetto, spegni la TV, ti alzi dal divano e fai altro. Ad esempio, ti fai una vita. Studi scientifici, difatti, dimostrano che da quando ho smesso di guardare la televisione, la mia vita sessuale è molto migliorata.

Vabbè, torno nei laboratori, torno a cercare il mio boss. Almeno faccio qualcosa di utile.

martedì 30 marzo 2010 alle 02:33

2 Comments to "Rompere i limiti significa anche questo"

Diciamo che stare di fronte alla TV non porta a nulla di utile e concreto, in nessun caso.

Come dicono ad Oxford... Tira più un [censored]... che un carro di buoi!

Nel bergamasco la parte censurata si dice "un pel di pota", che rende bene l'idea e sembra più galante!

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